Cosa significa l’immunizzazione passiva del neonato

famiglia sul letto con due bambini

L’immunizzazione rappresenta il processo attraverso il quale una persona diventa immune e protetta nei confronti di determinati agenti infettivi (virus, batteri).  

Come ottenere l’immunizzazione? In due modi: 

  • mediante l’immunizzazione passiva la persona riceve dall’esterno gli anticorpi in grado di difenderla contro gli agenti infettivi. Si tratta di un’immunizzazione immediata, con un’efficacia temporanea (es. immunoglobuline contro il tetano)
  • con l’immunizzazione attiva il sistema immunitario di una persona produce gli anticorpi protettivi contro l’agente infettivo, in seguito alla vaccinazione o dopo essere venuto a contatto l’agente infettivo. L’immunizzazione garantita dal vaccino non è immediata, ma più efficace e soprattutto duratura

Come posso proteggere mio figlio già durante la gravidanza 

Un famoso esempio di immunità passiva è quella che acquisisce il neonato nel grembo della mamma e una volta nato. La futura mamma trasferisce gli anticorpi al figlio in maniera naturale durante tutta la gravidanza, con un picco durante il terzo trimestre. 

In questo modo alla nascita il bambino sarà sufficientemente protetto da molti agenti infettivi.  

La protezione passiva, importantissima nei primissimi mesi in cui il bambino non può ancora essere vaccinato, vale solo per gli agenti infettivi che la madre ha contratto o contro i quali è stata vaccinata negli anni precedenti.  

Se ad esempio la mamma non ha mai contratto né è stata vaccinata contro la pertosse, il neonato può ammalarsi di pertosse nel caso in cui venga a contatto con un fratellino, un genitore o un nonno infetto. 

I neonati possono acquisire l’immunità passiva anche grazie all’allattamento. Attraverso il latte materno, infatti, i neonati ricevono gli anticorpi IgA, detti anche anticorpi di superficie, perché si dispongono sulla superficie delle mucose, proteggendo il bambino dalle infezioni in queste zone del corpo.  

La protezione passiva si riduce fino ad esaurirsi nel corso dei mesi, mentre in parallelo aumenta la protezione attiva costituita dagli anticorpi (IgG) che il sistema immunitario del bambino autonomamente produce grazie al contatto con l’esterno e alle vaccinazioni pediatriche. 

Purtroppo, però esistono malattie che colpiscono i più piccoli prima ancora che abbiano avuto la possibilità di sviluppare le proprie difeseÈ il caso di varie malattie, ma soprattutto della pertosse. La pertosse è una malattia molto pericolosa, può causare gravi complicanze fino alla morte del neonato che: 

  • nei primi due mesi di vita è troppo piccolo per essere vaccinato contro la pertosse
  • è esposto al rischio di contrarre la malattia da fratellini o adulti che lo circondano, spesso non consapevoli di aver contratto la malattia, 
  • non è dotato o è scarsamente provvisto di anticorpi trasmessi dalla mamma, poiché è passato molto tempo da quando la mamma ha contratto la pertosse o si è vaccinata. 

Immunizzazione passiva antipertosse in gravidanza 

I neonati nei primi due mesi di vita sono altamente suscettibili alla pertosse, in quanto vengono vaccinati a partire dal terzo mese.  

Per questo la strategia fondamentale per proteggere il proprio figlio ancor prima che nasca è rappresentata dalla vaccinazione della mamma nel terzo trimestre di gravidanza, idealmente intorno alla 28a settimana. 

La vaccinazione antipertosse in gravidanza è gratuita ed è tra quelle raccomandate dal Ministero della Salute per le donne in gravidanza.  

In questo modo la mamma può trasmettere al suo bambino una quantità più elevata di anticorpi, facendo sì che sia protetto contro la pertosse fino al momento in cui può essere direttamente vaccinato.  

È importante ricordare che gli anticorpi della mamma si riducono progressivamente con il trascorrere del tempo; per questo è opportuno che la mamma ripeta la vaccinazione ad ogni gravidanza, in modo da garantire una corretta protezione contro la pertosse ai suoi figli. 

Accanto alla vaccinazione della mamma in gravidanza, si possono attuare strategie complementari per proteggere il bambino dalla pertosse:  

  • Cocooning: è molto importante che si vaccinino contro la pertosse tutti i familiari a stretto contatto con il bambino nei primi mesi di vita, dal momento che l’80% dei contagi di pertosse nei neonati con meno di 1 anno è provocato da un membro della famiglia. Tale strategia prende il nome di cocooning e sottolinea l’importanza del richiamo vaccinale decennale contro la pertosse; 
  • la mamma può ancora vaccinarsi durante l’allattamento materno al fine di proteggere il neonato e ottenere il trasferimento di anticorpi attraverso il latte, nel caso in cui non si fosse vaccinata per tempo durante la gravidanza. Questa però non è la strategia ideale, in quanto la quantità di anticorpi trasmessi in questo modo è molto inferiore rispetto a quella che si verifica con la vaccinazione in gravidanza. 

Compresa la vulnerabilità dei neonati nei confronti della pertosse, è necessario attuare una strategia complementare per proteggere i bambini dai primi giorni di vita. Non solo è fortemente raccomandata la vaccinazione della mamma nel terzo trimestre di gravidanza, ma è anche necessario che le persone a stretto contatto con il nascituro siano correttamente immunizzati contro la pertosse. 

Bibliografia 

  • Vaccinazioni in gravidanza,  proteggila per proteggerli  Documento congiunto redatto dal gruppo di lavoro SIGO, SIMP, AOGOI, AGUI, SITI, SIN, FNOPO, Rete Interaziendale Milano Materna Infantile (RIMMI), Vivere Onlus, Cittadinanzattiva 
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