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banche del latte

L’alimento ideale per i bimbi è naturalmente il latte materno che stimola la crescita e protegge dalle malattie; ma cosa succede se la quantità prodotta dalla mamma non è sufficiente a soddisfare le esigenze del neonato o se il piccolo non può essere nutrito direttamente al seno? Ci si può rivolgere alle banche del latte umano donato (BLUD).

Le banche del latte sono dei punti di raccolta di latte donato dalle mamme che stanno allattando, di solito presenti in alcuni ospedali pubblici. La funzione principale di tali centri è quella di garantirne la costante disponibilità. In molti casi i lattanti pretermine o con specifici problemi clinici hanno bisogno di latte materno più degli altri bimbi; quando la neo mamma si trova in difficoltà proprio a causa del distacco prolungato dal neonato e/o dello stress subito se il piccolo è in terapia intensiva può comunque rivolgersi alle BLUD.

La mamma può donare anche spontaneamente se produce quantità di latte così abbondanti da poter sfamare altri bimbi. Il latte umano, infatti, sebbene abbia subito trattamenti di sanificazione, è da preferire rispetto agli altri proprio in quanto specie-specifico. In effetti, queste strutture sanitarie sono quasi sempre correlate ai reparti di terapia intensiva (tin) e di patologia neonatale.

Le BLUD quindi raccolgono, conservano e distribuiscono il latte a chi ne ha bisogno su indicazione medica: tutto gratuitamente. Il messaggio è chiaro: è importante allattare e anche donare per aiutare i meno fortunati. Chi sceglie di “regalare” una quota del proprio latte deve comunque sottoporsi ad un semplice controllo di routine proprio come avviene per i donatori di sangue. L’obiettivo è quello di controllare ed evidenziare, nel caso, eventuali condizioni cliniche che possano risultare dannose: in questi casi non è sconsigliato allattare il proprio figlio ma la condizione della donazione è ben diversa ed è meglio evitarla.

In breve, si può donare se non sono presenti fattori o comportamenti a rischio nella storia clinica della “nutrice” e gli screening infettivologi sono negativi. Se vengono evidenziati dei problemi, la donatrice potrà ricevere una consulenza gratuita da parte di neonatologi e dietisti. Le donne che decidono di donare non devono avere malattie trasmissibili (tipo il virus dell’Hiv oppure delle epatiti B e C). Inoltre, non devono aver fatto tatuaggi e piercing di recente, non devono fumare né bere alcolici. Il latte viene congelato e conservato in un frigorifero specifico. Quando serve, viene scongelatopastorizzato e poi sottoposto ad ulteriori controlli di laboratorio e infine somministrato ai bimbi.

Oltre ai bambini nati prematuramente, anche i piccoli che presentano malattie gastrointestinali, metaboliche, cardiache e renali possono trarre benefici dal latte materno donato proprio perché hanno bisogno, a causa della loro ridotta tolleranza alimentare, di un alimento equilibrato e altamente digeribile.

In Italia ad oggi sono 35 le banche del latte, coordinate dall’Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (A.I.B.L.U.D.). Obiettivi principali della Onlus A.I.B.L.U.D.: migliorare le procedure operative, sviluppare la ricerca scientifica sul latte umano, aumentare la pratica della donazione.

È possibile saperne di più, ad esempio capire dove si trovano fisicamente sia in Italia che all’estero queste banche del latte, o come fare per far parte delle “donatrici”, consultando il sito dell’Associazione, cliccando QUI.