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mamma con due bambini e tablet

Assegno unico per i figli ai nastri di partenza! Mamme, avete già presentato la domanda? È possibile farlo da sabato scorso, 1° gennaio 2022. Un bel modo per iniziare il nuovo anno. Vediamo in dettaglio in cosa consiste questo nuovo supporto alle famiglie e cosa bisogna fare per ottenerlo. 

Cos’è l’Assegno unico per i figli

L’Assegno unico per i figli è un sostegno economico, varato con la Legge di stabilità a fine dicembre. È definito unico perché raggruppa tutta una serie di bonus per la famiglia che si sono susseguiti nel tempo. Insomma, non si dovranno più presentare un sacco di domande, ma ne basterà una soltanto. Ed è universale perché viene garantito a tutti, anche in assenza di Isee o con Isee superiore a 40.000 euro. 

Quanto si prende con l’Assegno unico per i figli

Le somme di cui beneficeranno tante famiglie italiane dipendono dal reddito Isee, un indicatore della situazione economica, ma anche da altri elementi, come il numero di figli, la presenza di disabili o l’età della mamma.

A chi spetta l’Assegno unico per i figli

Si può richiedere l’Assegno unico per i figli:

  • per ogni figlio minorenne a carico.
  • Per i nuovi nati a partire dal settimo mese di gravidanza.
  • Per ogni figlio disabile senza limiti di età.
  • Per ogni figlio maggiorenne a carico fino al compimento del 21° anno di età. 

In quest’ultimo caso ci sono alcune condizioni particolari da rispettare. Il ragazzo infatti deve frequentare un corso di formazione scolastica o professionale; essere iscritto all’università; frequentare un tirocinio o avere un’occupazione con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro all’anno; essere registrato come disoccupato o in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolgere il servizio civile universale. 

Requisiti per l’Assegno unico per i figli

L’assegno può essere richiesto da tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) o autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati etc. Inoltre, altri requisiti sono: cittadinanza italiana, europea o permesso di soggiorno da almeno 6 mesi; residenza in Italia da almeno 2 anni o un contratto di lavoro (a tempo indeterminato o determinato di almeno 6 mesi); pagamento dell’imposta sui redditi. 

Quali Bonus scompaiono con l’Assegno unico per i figli

A partire da marzo, con l’assegno unico sono eliminati:

  • il Bonus Mamme domani (gli 800 euro di “premio” che venivano dati per la nascita, l’adozione o l’affido di un bambino);
  • il Bonus Bebè (un contributo mensile con un importo diverso a seconda del reddito);
  • l’assegno alle famiglie con almeno 3 figli minori;
  • gli assegni familiari;
  • le detrazioni fiscali per i figli a carico.

Assegno unico per i figli e Bonus asilo nido 

L’unico Bonus che rimane insieme all’Assegno unico è quello per l’asilo nido. Inoltre, il nuovo assegno è compatibile con eventuali altre misure economiche erogate da Regioni e Comuni.

Assegno unico per i figli e reddito di cittadinanza

Chi percepisce il reddito di cittadinanza può ricevere l’Assegno unico per i figli. La somma viene automaticamente accreditata sulla stessa carta Rdc.

A quanto ammonta l’Assegno unico per i figli

L’ammontare dell’assegno è inversamente proporzionale all’Isee: più questo è basso, più l’importo dell’assegno è alto. L’importo massimo per ciascun figlio è di 175 euro al mese con un Isee fino a 15.000 euro, poi scende via via che l’Isee aumenta. La somma minima è 50 euro al mese per chi ha un Isee superiore a 40.000 euro o per chi non lo presenta.

Quando vengono aumentati gli importi

In alcuni casi, sono previste maggiorazioni all’assegno: 

  • famiglie numerose (figli successivi al secondo);
  • Nuclei familiari con 4 o più figli.
  • Figli portatori di handicap.
  • Madri con meno di 21 anni. 

Assegno unico per i figli in caso di separazione o divorzio

È stato anche considerato il caso di genitori separati o divorziati. In questi casi, se c’è affidamento condiviso, la somma viene ripartita tra i due genitori, mentre se l’affidamento è esclusivo e se non c’è accordo tra le parti, l’assegno spetta al genitore affidatario. 

Come presentare domanda 

La domanda va presentata direttamente all’Inps che è l’ente che di fatto elargisce il contributo. È necessario avere un Isee valido. L’istanza si può presentare: 

  • accedendo dal sito web www.inps.it al servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico” con SPID almeno di livello 2, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • tramite enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti gratuitamente dagli stessi.

Come viene pagato l’Assegno unico per i figli

Il pagamento avviene su Iban intestato al richiedente oppure tramite bonifico domiciliato.