Reddito di inclusione in gravidanza: cos'è e come funziona

reddito di inclusione
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Negli ultimi tempi se n’è sentito parlare parecchio e, su tutti i giornali, i siti e nei tg, l’espressione torna di frequente: reddito di inclusione, detto anche Rei. È una misura economica voluta dal governo per sostenere le famiglie in difficoltà economica. Comprese le donne in gravidanza. Ecco quindi cos’è il reddito di inclusione, chi può richiederlo e quali sono le modalità per farlo.

Il reddito di inclusione può essere richiesto dallo scorso 1° dicembre al proprio Comune di residenza. Il Rei si compone di due parti: un beneficio economico mensile (erogato su una carta di pagamento elettronica) e un progetto individualizzato di inclusione sociale e lavorativa che ha come obiettivo il superamento della povertà e che viene coordinato con i servizi sociali del Comune.

Per ottenere il beneficio si deve essere in possesso di almeno uno di questi requisiti:

  • presenza di un minorenne;
  • presenza di una persona con disabilità e di un suo genitore o tutore;
  • presenza di una donna in gravidanza;
  • presenza di un componente familiare che abbia compiuto 55 anni e che abbia specifici requisiti di disoccupazione.

Nel caso della gravidanza c’è un aspetto importante. Nel caso in cui sia l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di 4 mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata dalla documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica (quindi, non da un ginecologo privato).

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Ci sono poi dei requisiti di tipo economico. Chi fa richiesta di reddito di inclusione deve essere in possesso di tutti questi indicatori:

  • valore Isee in corso di validità non superiore ai 6.000 euro;
  • valore Isre non superiore a 3.000 euro;
  • valore del patrimonio immobiliare (diverso dalla propria abitazione) non superiore a 20.000 euro;
  • valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti etc) non superiore a 10.000 euro.

Inoltre, è necessario non percepire Naspi o altri ammortizzatori sociali, non possedere macchine o moto immatricolati la prima volta nei 24 mesi precedenti (a meno che non siano mezzi per persone con disabilità) e neanche imbarcazioni.

La somma erogata ogni mese varia in base alle condizioni economiche e al numero di componenti della famiglia. Per un solo componente il beneficio massimo è di 188 euro, per 2 è 295 euro, per 3 componenti è 383 euro, per 4 si arriva fino a 461,25 euro, per 5 a 485,1 euro. Il versamento dei soldi (tramite l’Inps) avviene il mese successivo alla richiesta e bisogna aver sottoscritto il progetto personalizzato con il quale la famiglia si impegna a svolgere determinate attività. È obbligatorio avere una attestazione Isee in corso di validità. Ricordate che scade ogni 31 dicembre.

Come funziona la carta Rei. È una normale carta di pagamento, come un bancomat o una prepagata, che viene caricata mensilmente dallo Stato. Consente di prelevare ogni mese sino a 240 euro in contanti, fare acquisti in supermercati, farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari abilitati, pagare bollette elettriche e del gas negli uffici postali, avere il 5% di sconto sugli acquisti in negozi e farmacie convenzionate (esclusi farmaci e ticket). La carta infine può essere utilizzata negli sportelli bancomat di Poste italiane per controllare il saldo e la lista movimenti.

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