Primogeniti, come gestire bene l'arrivo di un fratellino

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Quanti primogeniti tra voi? E quanti anni di differenza avete con i vostri fratelli? Non sono domande per iniziare uno di quei test tanto divertenti quanto inverosimili sulle peculiarità caratteriali, ma un breve viaggio a ritroso nel tempo per capire meglio in che modo comportarsi quando si diventa genitori di più di un bimbo.

Ho vissuto sulla mia pelle l’esperienza di passaggio da figlia unica a sorella maggiore, più grande di ben 7 anni e mezzo di quella che oggi è diventata la mia migliore amica. Ma il percorso non è stato semplice perché, nel mio caso, ho sentito da subito di dover essere la sorella responsabile, quella sempre attenta e questo mi ha fatto perdere un po’ la spensieratezza della dimensione infantile. 

Le reazioni dei primogeniti alla gravidanza

Le difficoltà nascono spesso a causa del cambiamento repentino nei gesti quotidiani dei genitori, i quali si trovano a dover fronteggiare esigenze diverse. Da una parte quelle del neonato/a, dall’altra quelle dei primogeniti. Bimbi che, specie se molto piccoli, non avranno ancora maturato gli strumenti di analisi e di comprensione del nuovo equilibrio familiare.

In particolare, i bambini sotto i 4 anni tendono a manifestare una spiccata gelosia nei confronti del nuovo arrivato, ma si tratta di una reazione “sana” e fisiologica che deve essere incanalata e gestita dai genitori in un certo modo, al fine di trasformarla in un’opportunità di crescita e di sicurezza di sé.

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Perché i primogeniti sono gelosi

I primogeniti gelosi lo sono naturalmente dei genitori, di quella dimensione di unicità che sentono di aver perso: una manifestazione di insicurezza dovuta alla paura che l’amore di mamma e papà non sia più quello di prima. Rabbia e ostilità, sfide continue sono tipiche di un sentimento di gelosia. A volte compaiono anche lievi disturbi sul corpo, vale a dire una chiara somatizzazione del problema. Un’altra modalità riguarda invece le regressioni: farsi la pipì addosso, volere il ciuccio, parlare in maniera meno chiara sono tra le azioni più frequenti.

Spesso i bambini chiedono un fratellino, ma questo non vuol dire che poi, nella realtà, non si vada incontro a piccoli inconvenienti fatti di gelosie e rimostranze. Infatti, il nuovo arrivato viene avvertito come una minaccia. Un estraneo, un intruso, un rivale che prende il posto fra le braccia della mamma e di papà. La paura che si scatena è legata all’angoscia di essere abbandonati, messi da parte e rifiutati. Ecco che le reazioni sono diverse. 

Primogeniti: istruzioni per i genitori

Quindi che cosa dovrebbero fare o non fare i genitori? Di sicuro, non devono aspettarsi da un bimbo di soli 2 o 3 anni una capacità di accettazione e comprensione “come se fosse grande”. In verità non lo è, e non bisogna costringerlo a subire il ruolo di “fratello maggiore”. Mamma e papà devono, invece, aiutarlo nel percorso sottolineando tutti gli aspetti positivi di cui potrà beneficiare proprio grazie all’arrivo del fratellino. 

La parola d’ordine sarà quindi coinvolgimento. Più il primogenito verrà coinvolto nel percorso di attesa, nella scelta del nome, dei vestitini, nel futuro accudimento, più si sentirà importante e capirà di avere un ruolo davvero speciale all’interno della famiglia. 

Inoltre, quasi sempre, il nuovo arrivato avrà dei comportamenti differenti rispetto a quelli tenuti dai primogeniti, così come i genitori si comporteranno in modo diverso al di là degli sforzi che faranno per mantenere una linea apparentemente uguale nel tempo. Quindi è sempre preferibile evitare i paragoni su tutti i livelli. I bambini sono unici, così come le attitudini personali che poi svilupperanno (a prescindere dagli input che ricevono). La maggior parte delle volte, infatti, i giorni “capricciosi” del più grande sono soltanto passeggeri.

È importante confermare il proprio amore al primogenito e insegnargli a poco a poco a condividerlo con il più piccolo. Prima ancora che nasca il fratellino, è meglio informarlo su ciò che sta avvenendo e rispondere alle sue domande. Durante l’allattamento, che è un momento delicato, si può far assistere il più grande, rivolgendosi a lui con grande tenerezza e affetto, dimostrando che l’amore per lui resta intatto e costante. 

Primogeniti: il ruolo del papà

Il ruolo del papà assume una grande importanza, in questi casi. È lui che può dedicare tempo esclusivo al primogenito, condividendo esperienze che lo fanno sentire più grande. Il papà può mostrargli cosa sta al di fuori delle pareti di casa, introducendolo al mondo sociale.

Infine, tempestare di regali i primogeniti (parliamo sempre di bimbi under 5) per tenerli buoni è uno degli errori più comuni e meno efficaci. Quello che cercano in realtà è la conferma di essere ancora importanti in termini affettivi e di spazio. I genitori si devono armare di santa pazienza ed evitare di concentrarsi soltanto sul più piccolo o, viceversa, di trascurarlo proprio per compiacere il più grande.

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