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Elisa ha 3 anni e da qualche giorno la sua storia sta riempiendo giornali, tv e social network. Perché questa piccola creatura è una delle tante che lotta con un male molto più grande di lei: la leucemia. Ma la sua è una forma particolarmente rara e aggressiva e la speranza è quella di un trapianto di midollo. Che necessita di un donatore compatibile.

Il mondo dello spettacolo – da Umberto Tozzi, a Fiorello, ad Anastacia – si sta muovendo per Elisa per sensibilizzare tutti sull’importanza della donazione di midollo. E noi di iMamma non potevamo restare insensibili a questo appello.

Elisa è malata da un anno. È ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma e sta facendo il suo quinto ciclo di chemioterapia. Nella serata di ieri, l’ospedale ha fatto sapere che le sue condizioni sono stabili e non è necessario intervenire col trapianto con urgenza. Questo però non significa che la lotta contro il tempo non sia già iniziata.

In caso di trapianto di midollo la situazione ideale è trovare un donatore che sia compatibile al 100%. Una cosa difficilissima. Spesso i fratelli lo sono, ma non è neppure detto. In caso contrario, buoni risultati si possono avere utilizzando cellule staminali emopoietiche da un familiare parzialmente compatibile (altrimenti detto “trapianto aploidentico”, che al Bambino Gesù fanno da tempo).

Per diventare donatori si fa un primo prelievo di sangue o un tampone salivare, che serve a fare la cosiddetta tipizzazione per individuare l’eventuale compatibilità. Se viene accertata, solo successivamente si procede al prelievo del midollo da infondere alla persona malata con una trasfusione.

Ieri sera si era diffusa la notizia che il donatore finalmente era stato trovato. In una nota ufficiale, il Bambino Gesù, il Centro nazionale trapianti, il Registro IBMDR e le associazioni ADMO e ADOCES, hanno specificato che “per la paziente sono stati già individuati alcuni donatori potenzialmente compatibili e altri sono in fase di studio. La ricerca sta comunque andando avanti per ricercarne uno con la massima compatibilità“.

Cosa possiamo fare noi quindi? Se si hanno dai 18 ai 35 anni e un peso superiore ai 50 chili, si può andare in qualunque centro trasfusionale per la tipizzazione. Elisa ha 1 possibilità su 100mila di trovare un donatore compatibile. Ciascuno di noi potrebbe essere quel donatore. Perché non regalare questa speranza a lei e ai tantissimi bambini che ne hanno bisogno? Perché di “Elisa” i reparti di Oncoematologia pediatrica sono sempre pieni

Per altre informazioni, la famiglia ha aperto una pagina fb. Clicca QUI per accedervi.