Terme in gravidanza: quando andare e cosa evitare

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Terme in gravidanza: sì o no? Una domanda a cui è giusto rispondere con un invito prima di tutto alla gestione di ogni singolo caso senza cadere nell’assolutismo. Il rapporto con il caldo, con gli sbalzi di temperatura e con le acque termali, infatti, è molto personale e può variare a seconda di come si sta portando avanti la gravidanza. Quindi la risposta è alle terme, ma tenendo bene in considerazione delle indicazioni ben precise e vincolanti. Eccone alcune, anche di buon senso, che vi proponiamo.

La prima è di rinunciare a recarsi negli stabilimenti termali nei primi tre mesi di gestazione: un consiglio che si ripete, proprio perché il primo trimestre è uno dei momenti più delicati e pertanto è meglio evitare rischi inutili. Ovviamente lo stesso vale in caso di gravidanze complicate o a rischio.

La seconda indicazione è quella di non sottoporsi a stress termici come quelli della sauna e del bagno turco, che provocano un innalzamento della temperatura corporea con possibili svenimenti e sbalzi di pressione, assolutamente controindicati in gravidanza.

Da evitare anche gli sbalzi troppo repentini e forti tra caldo e freddo e state lontane da ambienti surriscaldati. No anche alle piscine o vasche con acqua sopra i 38 gradi e ai getti diretti dei bacini termali che sono sempre più caldi del resto dell’ambiente circostante.

Allora vi starete chiedendo: cosa posso esattamente fare se vado alle terme in gravidanza o alla spa per rilassarmi e magari avere anche qualche beneficio fisico? Ecco qui la parte divertente e dedicata al relax delle pancine in attesa. Controllata la temperatura dell’acqua termale dove ci si vuole immergere (non sopra i 38 gradi centigradi), l’importante è rimanerci al massimo 15 minuti.

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E l’idromassaggio? In letteratura non esistono studi specifici su questo argomento e, ancora una volta, deve essere il buon senso a guidarci. Dopo il terzo mese l’idromassaggio si può fare. A patto però che l’acqua non sia troppo calda, che duri massimo un quarto d’ora e che i getti non siano puntati sul pancione, ma solo sulle gambe, le caviglie, la schiena e la zona cervicale.

Un’altra delle possibilità di ristoro è quella legata alla stimolazione della circolazione del sangue nelle gambe: i famosi percorsi caldo-freddo, che però riguardano la parte inferiore del corpo e sono abbastanza ben tollerati.

Altro toccasana per le mamme che vogliono passare una giornata alle terme in gravidanza sicuramente è la terapia con le acque termali per bocca: bere questo tipo di acqua infatti può aiutare sia la gestione della ritenzione idrica che la stitichezza, problemi molto comuni nelle donne incinte.

Infine bisogna fare attenzione ai massaggi che però possono essere effettuati con alcune accortezze. Non è consigliabile eccedere nell’uso di olii essenziali ed è preferibile scegliere massaggi che prevedano una pressione leggera o moderata e si concentrino sulle gambe. Se esistono pacchetti ad hoc per le donne in gravidanza sono ovviamente da privilegiare.

In ogni caso, prima di decidere se andare alle terme in gravidanza, cosa poter fare e se scegliere eventuali trattamenti specifici è meglio chiedere un consiglio al proprio ginecologo.

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