Osteopatia per neonati, quali sono gli effetti positivi

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Osteopatia per bimbi: la conoscete? Alcuni malesseri dei neonati, tipici dello sforzo che la testa del piccolo subisce durante il parto, si possono affrontare sin da subito grazie all’aiuto dell’osteopata infantile. Il tocco prezioso di un esperto, in effetti, potrebbe curare problemi quali l’irrequietezza e l’insonnia, i rigurgiti, il mal d’orecchi, le classiche coliche e la difficoltà di suzione.

Durante il parto, le ossa del cranio del bambino assorbono le pressioni naturali, si deformano, ma dal primo respiro del bimbo iniziano a “rimodellarsi” ritornando alla normale posizione anatomica. È proprio questa compressione forzata ma obbligatoria a causare degli squilibri, creando al piccolo alterazioni e/o blocchi su cui l’osteopata può agire in modo positivo.

Osservando sin da subito la struttura del bimbo, l’esperto interviene in modo dolce, con manovre delicate sulle zone in tensione, eliminando quei piccoli e grandi movimenti di compensazione che condizionano il resto della struttura muscolo-scheletrica con l’intenzione di ripristinarne l’integrità e la continuità dei fluidi. I rigurgiti ad esempio potrebbero essere causati da una leggera compressione del nervo vago (alla base della testa) che regola, tra le altre cose, le funzioni gastrointestinali; così come i piccoli con difficoltà di suzione potrebbero avere l’innervazione della muscolatura della lingua interessata da un’irritazione.

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Ma come si applica ai neonati una tecnica di osteopatia e in particolare quella cranio-sacrale? L’osteopatia è una terapia inventata nella seconda metà dell’Ottocento dal medico statunitense Andrew Taylor Still, il quale credeva fermamente che “il corpo, se correttamente guidato, ha in sé tutto ciò che gli occorre per ritrovare il suo equilibrio fisiologico e guarire”. Da ciò si deduce che il ruolo principale dell’osteopata sia quello di individuare tutti quegli squilibri che possono causare compressioni o rigidità sul corpo stesso. Il dolore che ne consegue può anche diventare cronico se non si interviene favorendo il naturale processo di correzione e autoguarigione.

In breve l’osteopatia non cura i sintomi ma, individuo per individuo, crea una strada da percorrere per far ritrovare l’equilibrio al corpo. Still ha creduto con forza nell’osteopatia come valida alternativa ai farmaci e alle pratiche mediche del suo tempo che, in effetti, hanno provocato – vuoi per la mancanza di corrette tecniche chirurgiche e igieniche, vuoi per l’inadeguatezza dei cosiddetti medicinali in uso (arsenico, olio di ricino, whisky, oppio) – più decessi che guarigioni.

In pediatria, in particolare, si usa una osteopatia cranio-sacrale, un metodo non invasivo, gentile, un efficace trattamento manuale. L’osteopata controlla il ritmo cranio-sacrale con entrambe le mani e, con una forza leggera, riequilibra cranio e sacro. Sentendosi “liberati”, i piccoli si lasciano andare alle loro emozioni e spesso piangono, ma non perché provano dolore. Molto spesso, l’osteopata esegue i suoi trattamenti mentre il bambino dorme oppure durante la poppata.

In generale la possibilità di curare sin dai primi mesi di vita malformazioni, scompensi della struttura ossea e disfunzioni dell’apparato membranoso e legamentoso può evitare lunghi percorsi di cura, il più delle volte molto dolorosi, da adulti.

Uno dei disturbi in cui l’osteopatia ha dimostrato di essere particolarmente risolutiva è il reflusso gastroesofageo, un problema che assilla moltissimi neonati, con difficoltà ad alimentarsi, rigurgiti frequenti, disturbi del sonnocoliche. Le manipolazioni dell’osteopata possono essere molto utili per ridurre la fastidiosa sintomatologia. Per saperne di più potete leggere QUI una nostra intervista ad un osteopata.

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