Omogeneizzati e liofilizzati, quali sono le differenze

omogeneizzati e liofilizzati
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Arriva per tutti i genitori quel momento a metà tra la pura iniziazione e i dubbi infiniti in cui in le certezze sono a dir poco fluttuanti e non si sa bene come affrontare la situazione (specie nel caso dei primi figli e comunque sempre dai 6 mesi di vita in poi!). Esatto! Stiamo proprio parlando del periodo dello svezzamento quando l’allattamento non basta più e l’indecisione tra quali omogeneizzati e liofilizzati comprare può aprire dibattiti estenuanti e diventare una nuova voce di Wikipedia.

Sin dall’inizio occorre sottolineare che omogeneizzati e liofilizzati hanno le stesse caratteristiche nutrizionali. Il processo produttivo e le modalità di conservazione sono invece i soli due aspetti che ne determinano le differenze.

Gli omogeneizzati di carne ad esempio vengono preparati cuocendo la carne con un getto caldo di vapore, poi omogeneizzata a ciclo chiuso; ciò garantisce un alimento particolarmente facile da digerire – si parla di frammentazione di millesimi di millimetro (da 50 a 200) delle fibre della carne –, privo di sale, di conservanti, coloranti o additivi, igienicamente perfetto per un neonato.

Al processo di “omogeneizzazione” ed essiccazione, i liofilizzati aggiungono il congelamento e la disidratazione (per l’appunto il processo di liofilizzazione). Di solito i liofilizzati vengono scelti per soddisfare le necessità iniziali dello svezzamento quali, ad esempio, una funzione digestiva ancora immatura. La frammentazione della carne è ancora più minuta rispetto a quella degli omogeneizzati e permette così una più facile digestione al bimbo.

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Va da sé che, nel caso di omogeneizzati e liofilizzati, gli alimenti scelti provengono da zone controllate a tutto tondo al fine di garantire la più alta qualità dei prodotti. Gli allevamenti sono ben lontani da fonti di inquinamento, così come la frutta viene selezionata e raccolta al punto giusto di maturazione e, per legge, non ci deve essere traccia di additivi chimici e pesticidi.

Tuttavia è vero che i prodotti liofilizzati si conservano molto più a lungo degli omogeneizzati, e il loro apporto nutritivo è più basso. Va detto però che omogeneizzati e liofilizzati devono essere introdotti nella dieta del piccolo a poco a poco e ciò dipenderà anche dal neonato poiché c’è chi si abitua a mangiare cibi solidi più in fretta.

Alcuni consigli valgono sia per i liofilizzati che per gli omogeneizzati: nella prima fase dello svezzamento la base di verdure è la scelta migliore (le prime “pappine“), seguita da carni bianche di pollo o coniglio (se si tratta di omogeneizzato, basta scaldare il prodotto a bagnomaria o al microonde).

Infine se avete ancora la possibilità di coltivare direttamente piccoli pezzi di terra o una nonna contadina o un coltivatore di fiducia, scegliete sempre i loro prodotti “naturali” ai vasetti proveniente dal mondo industriale per quanto sicuri. Oggi basta acquistare un omogeneizzatore e il gioco è fatto. L’omogeneizzazione casalinga è tutta un’altra storia

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