Miele ai neonati, perché non si deve dare fino ai 12 mesi

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Il miele è uno degli alimenti più naturali che esistono. Ha un sacco di proprietà benefiche per la salute di grandi e piccini. Ma non troppo piccini. A dispetto di quello che dicono le nonne (“una puntina di miele non ha mai fatto male a nessuno! Vedrai come gli farà bene!”), il miele ai neonati non va dato. Il motivo? A parte un discorso di eccesso di zuccheri, il problema ha un nome ben specifico ed è il botulismo infantile. Vediamo di cosa si tratta.

Il miele può essere un vero toccasana. Infatti può:

  • stimolare il sistema immunitario;
  • calmare e “sciogliere” la tosse;
  • favorire la crescita delle ossa;
  • ridurre l’ansia;
  • diminuire il reflusso gastroesofageo;
  • contribuire alla salute della pelle e dei capelli;
  • migliorare la memoria;
  • coadiuvare lo sviluppo della flora batterica intestinale;
  • garantire riserve di energia.

L’effetto fluidificante e calmante del miele sulla tosse è uno dei motivi per cui molto spesso si pensa sia utile aggiungerne un po’ al latte dei bambini per aiutarli a combattere il fastidioso sintomo e magari a dormire meglio. Questo va bene. Ma dopo che i piccoli hanno compiuto un anno di età: prima di quest’epoca il miele è assolutamente sconsigliato. Ora vi spieghiamo il motivo.

Le api raccolgono il nettare dai fiori e dalle piante e lo trasportano nelle arnie dove altre “colleghe” lo trasformeranno in miele. Il continuo via vai delle api nasconde però un pericolo molto insidioso per la salute dei neonati. Posandosi su varie superfici durante la loro instancabile attività di raccolta del nettare, gli insetti possono catturare le spore di “Clostridium botulinum“, un microrganismo molto diffuso nell’ambiente, ad esempio nella polvere. Normalmente non crea nessun problema ma, se trovano condizioni favorevoli, le spore possono produrre una tossina molto pericolosa per i suoi effetti neurologici, cioè il botulino.

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Esistono diversi tipi di botulismo:

  • alimentare: è quello più conosciuto ed è dovuto all’ingestione della tossina attraverso alcuni alimenti (un esempio sono le conserve);
  • da ferita: è causato dalla produzione di tossina da una ferita infetta;
  • iatrogeno: deriva da un uso scorretto della tossina botulinica in cosmesi o in terapia (viene usata ad esempio in medicina estetica per eliminare le rughe);
  • infantile: è la forma che colpisce i bambini.

Il botulismo infantile è molto frequente tra i 2 e i 6 mesi di età, ma può interessare bimbi da 0 a 12 mesi. Si tratta di una malattia seria, che provoca paralisi generale del corpo e quindi anche respiratoria. La conseguenza può essere la morte per soffocamento. Dal 1984 ad oggi, in Italia ci sono stati 37 casi. Negli Stati Uniti invece si registrano circa 100 casi all’anno.

Attenzione, mamme: non vogliamo certo spaventarvi. Vogliamo solo che siate informate correttamente su quali possono essere i rischi, in modo da non cedere a un semplice “vabbè tanto se gli do il miele non succede nulla”…

Cosa accade se il neonato viene a contatto con le spore di “Clostridium botulinum“? Se arrivano nell’intestino trovano una flora batterica ancora non perfettamente formata e funzionante, un terreno perfetto quindi per moltiplicarsi, produrre la tossina botulinica e sviluppare la malattia. Negli adulti e nei bambini più grandi, la flora intestinale è più completa e quindi le spore non possono attecchire e vengono espulse dall’organismo.

Così come son capaci di resistere a lungo nell’ambiente, le spore di “Clostridium botulinum” possono sopravvivere per molto tempo nel miele prodotto dalle api. È facile dunque capire perché per tutto il primo anno di vita dei nostri bambini dobbiamo prestare molta attenzione a non farglielo assumere. Del resto, se ne può fare tranquillamente a meno.

Un’ultima raccomandazione. C’è un vecchio “consiglio della nonna” che va assolutamente sradicato: intingere il ciuccio nel miele per farlo accettare meglio al neonato. Ora, a parte il fatto che se un bimbo non vuole il ciuccio (e questo succede soprattutto a quelli allattati al seno) non si può “obbligarlo” a prenderlo neanche “addolcendolo“, abbiamo visto che il miele può celare un pericolo.

Inoltre, pratiche scorrette come questa predispongono il neonato ad avere problemi ai denti quando sarà più grande: gli zuccheri aggiunti vanno evitati. I nostri figli avranno tutto il tempo di mangiare “schifezze“: ritardiamo quanto più possibile questo momento!

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