Latte artificiale: come sceglierlo e prepararlo al meglio

latte artificiale
article_banner – 13@2x

Si fa sempre un gran parlare dell’allattamento al seno e dei suoi innegabili vantaggi e benefici per la salute: crescita sana, sistema immunitario rafforzato, protezione contro il tumore al seno per la mamma, risparmio economico, comodità di poter nutrire il proprio bambino in qualunque posto e in ogni momento. Ci sono anche dei casi in cui, nonostante la buona volontà della madre, l’allattamento al seno non parte in maniera adeguata oppure viene abbandonato per mille motivi o addirittura mai iniziato. La soluzione quindi è il latte artificiale. Vediamo le cose che ci sono da sapere.

La generazione degli attuali quarantenni è venuta su a forza di biberon di latte artificiale. Molte conoscenze di oggi sul latte materno ancora non c’erano e quindi le nostre mamme non si ponevano troppi problemi su come nutrire noi figli. In tempi più antichi invece la tendenza era quella di allattare al seno quanto più a lungo possibile, anche per le difficoltà economiche in cui vivevano le nostre nonne.

Come accennato, oggi il sostegno all’allattamento al seno è molto forte: se ne sa di più, questo è ovvio, e sono molte le figure professionali coinvolte in questa importantissima attività di supporto: ostetriche, puericultrici, neonatologi, pediatri, consulenti per l’allattamento, mamme alla pari e via di seguito. Tutto questo – che è giustissimo – ha però un rovescio della medaglia: spesso il latte artificiale viene “demonizzato” e visto solo come uno strumento per far soldi per le case produttrici e per i medici stessi.

Noi non vogliamo schierarci da nessuna parte perché secondo noi una mamma deve essere prima di tutto serena, sia che allatti al seno, sia che dia al suo bambino un biberon pieno di latte artificiale. Ed è quindi giusto sapere come comportarsi qualora si decida per il secondo tipo di alimentazione.

Iniziamo dal principio: fino ai 12 mesi è meglio evitare il latte vaccino perché non fornisce i giusti nutrienti e può scatenare forme di allergia o intolleranza. Quindi come si sceglie il latte artificiale per il proprio bambino? È indispensabile affidarsi al pediatra. I prodotti in commercio sono moltissimi e il medico è in grado di dirvi qual è il migliore per vostro figlio.

Fino ai 4-5 mesi si usa un latte adattato di tipo 1. Viene prodotto modificando la composizione del latte vaccino per renderlo quanto più simile a quello materno: si riduce il contenuto di proteine e di sali minerali, si sostituiscono parzialmente i grassi con oli vegetali o con acidi grassi polinsaturi “buoni” (gli Omega 3 e gli Omega 6), si aggiungono lattosio (ha una importante funzione di acidificazione delle feci) e oligosaccaridi prebiotici (stimolano la flora batterica intestinale).

Dai 6 mesi si cambia, passando ad un latte artificiale di tipo 2, detto anche di proseguimento. Questo viene modificato per soddisfare le nuove esigenze del bambino, che ora ha iniziato lo svezzamento e quindi assume alimenti diversi che apportano ciò di cui ha bisogno.

article_banner – 11@2x

Ci sono poi altri tipi di latte artificiale, destinati a bambini che hanno problemi particolari. Le formule HA sono indicate ad esempio per chi ha familiari (genitori o fratelli) che soffrono di allergie. Le proteine presenti in questo prodotto vengono ridotte in particelle più piccole con un processo detto idrolisi, cosa che riduce il rischio di reazioni allergiche. Gli idrolizzati spinti invece contengono proteine già digerite e hanno un’efficacia maggiori del latte HA. Il problema è che per il loro costo e per la composizione particolare sono dati ai bimbi con specifiche malattie intestinali.

Esistono poi prodotti antirigurgito (contengono sostanze ispessenti, come le fibre, ad esempio di carruba, che evitano il reflusso di latte dallo stomaco all’esofago) oppure anticolica, per il piccini che soffrono di questo disturbo molto fastidioso. La maggior parte dei tipi di latte artificiale infine è studiato per evitare la stitichezza, un “effetto collaterale” piuttosto diffuso tra i bimbi nutriti in questo modo.

Come si prepara il latte artificiale? Per quello in polvere vanno seguite rigorosamente le istruzioni scritte sulla confezione. Non va cambiato il rapporto tra acqua e quantità di latte: non fate mai di testa vostra perché potrebbe essere pericoloso per il bambino. La polvere va sciolta nell’acqua (minerale o di rubinetto) che avrete fatto bollire per 5 minuti e poi lasciato raffreddare un po’. C’è anche la possibilità di acquistare latte artificiale liquido, più pratico da utilizzare perché va soltanto riscaldato senza portarlo ad ebollizione.

La temperatura del latte nel biberon deve essere di circa 37 gradi e va controllata, prima della poppata, facendone cadere alcune gocce nella parte interna del polso. Dovete poi verificare il regolare flusso di latte dalla tettarella: capovolgendo la bottiglia, dovrebbe uscire prima a “zampillo” e poi defluire più lentamente. Se non dovesse andare bene, sarà il caso di cambiare tettarella o di allargare il buco.

Ultimo accorgimento per dare il latte al piccolo nel migliore dei modi è verificare che non ci sia aria. La ghiera del biberon deve essere ben chiusa. Durante la poppata, la tettarella e il collo della bottiglia devono essere sempre pieni di latte e non di aria che, passando nel pancino, potrebbe provocare coliche.

Cosa fare se avanza latte nel biberon? Si può tenere in frigorifero e riutilizzare entro massimo 8-12 ore perché è terreno di coltura perfetto per i batteri.

Ecco come si conserva il latte artificiale. La cosa migliore è preparare di volta in volta il biberon che occorre, ma si possono anche predisporre le bottigliette per la notte: ben chiuse si conservano in frigo per 12 ore. Una volta aperta, la confezione di latte artificiale liquido va tenuta in frigorifero e utilizzata entro 48 ore. Il latte in polvere invece può resistere per 10-15 giorni.

Ma ogni quanto si può somministrare latte artificiale al bambino? Se il seno si può offrire a richiesta, cioè ogni volta che il bambino desidera essere attaccato, bisogna aspettare almeno due ore e mezza tra un biberon e l’altro di artificiale.

article_banner – 13@2x
4 I like it
0 I don't like it