Gattonare, quando si comincia e come preparare la casa

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Diciamolo subito a scanso di equivoci: gattonare è sì una tappa fondamentale dello sviluppo del bambino, ma non è detto che tutti passino attraverso questa fase. Ci sono infatti molti piccoli che la saltano completamente, mettendosi direttamente in piedi (anche presto) e camminando. Ma per la mamma, vedere il proprio piccino che gattona, è sempre una bella emozione… E talvolta anche uno stress non indifferente, per la paura inconscia che possa farsi male

Andiamo per ordine. Per il bambino, gattonare significa iniziare a sperimentare la propria autonomia e a guardare il mondo da una prospettiva ben diversa da quella del box, della palestrina o del passeggino che finora lo hanno accolto. Comincerà cercando di trascinarsi in avanti, usando le braccia e le gambe e puntando i piedini, quando è sdraiato a pancia in giù.

Come per tante cose, i tempi sono differenti e cambiano da bambino a bambino. I primi tentativi di spostamento nello spazio possono partire già dai 5-6 mesi, ma bisognerà aspettare gli 8-9 perché i suoi sforzi si traducano in una modalità di movimento più efficace. Imparare a gattonare è una conquista per niente banale, che può essere raggiunta solo quando il piccolo capisce come poter sfruttare il proprio corpo.

La prima scoperta è la posizione carponi, poi via ai tentativi: dondolando, oscillando, cercando di alzare una manospostare le gambe, il piccolo “prende le misure“. Solo dopo una serie di prove, troverà la giusta combinazione di movimenti e coordinando braccia e gambe, riuscirà a spostarsi da solo.

Può succedere che un bimbo inizi col gattonare a ritroso, una scena molto buffa! Questo accade perché spesso i muscoli delle braccia sono più sviluppati di quelli delle gambe e il bambino si sposta più facilmente all’indietro. Ben presto imparerà a spingere di più sulle gambe e scoprirà di poter andare anche in avanti.

Gli “stili di gattonamento” non sono tutti uguali: il classico è quello “a quattro zampe“, ma possono esserci delle varianti molto divertenti. Ad esempio, c’è chi tiene mani e piedi a terra e il sederino sollevato oppure chi striscia da seduto, scivolando sul culetto con una gamba piegata sotto le natiche.

Quando un bimbo comincia a gattonare bisogna chiaramente preventivare qualche piccolo incidente, ma con qualche accorgimento si può rendere la casa più sicura e a prova di “gattonatore folle“. Le stesse regole varranno anche più avanti, quando vostro figlio camminerà. In linea di massima, dovreste cercare di lasciare al bebè la possibilità di muoversi ed esplorare liberamente, ovviamente evitando grandi rischi.

Innanzitutto, eliminate dalla portata del bambino soprammobili delicati, oggetti molto piccoli e piante. Riponete i detersivi in alto oppure in mobiletti dotati di chiusura. Gli spigoli e le prese di corrente esercitano un fascino particolare e attirano qualunque bambino: comprate dei paraspigoli (utili anche in caso di cadute) e dei copriprese. In commercio ne esistono un sacco di tipi.

Attenzione a sgabelli o tavolini bassi a cui il bimbo potrebbe aggrapparsi nel tentativo di mettersi in piedi: potrebbe tirarseli addosso. Mettete sui fornelli le apposite barriere di sicurezza, ma in ogni caso mai e poi mai lasciate vostro figlio da solo in cucina se ci sono pentole sul fuoco o il forno acceso. E occhio alla tovaglia sul tavolo: basta un attimo per tirarla giù. Infine, se la vostra casa ha scale interne, chiudete l’accesso con dei cancelletti. Per altre informazioni sulla sicurezza in casa, cliccate QUI.

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