Depilazione in gravidanza, quali sono i metodi migliori

depilazione in gravidanza

Argomento di oggi: la depilazione in gravidanza. A partire dal quarto mese, un evento dal sapore mistico rende la futura mamma ancora più raggiante: dopo aver affrontato le paure del primo trimestre e il probabile aumento della secrezione sebacea e dei peli – dovuto all’impennata del progesterone – ecco che finalmente viene ripagata dello stravolgimento subito dal proprio corpo. I peli rallentano il loro tenace avanzare, la placenta entra in piena attività, gli estrogeni vincono su tutti.

Questa diminuzione però non deve sottintendere una generica noncuranza! Anche col pancione quindi non bisogna rinunciare a sentirsi belle e a depilarsi stando attente ad evitare irritazioni e a far “passare” elementi chimici poco graditi al nascituro.

Innanzitutto, prima di depilarsi, è preferibile ammorbidire la pelle facendo una doccia o un bagno caldo: questo passaggio rende più facile l’eliminazione dei peli. Dopo il trattamento, invece, bisogna prevenire possibili sfoghi o arrossamenti applicando una crema lenitiva e/o idratante ed evitando prodotti profumati, creme solari e bagni in mare o piscina. Una buona abitudine che aiuta a rallentare la crescita dei peli è quella di frizionare la pelle con un guanto di crine subito dopo la doccia.

Ma quali sono i metodi meno aggressivi per una depilazione in gravidanza senza conseguenze? Gli esperti mettono in pole position il rasoio o la lametta: un metodo che non ha alcuna controindicazione. Oltre a essere pratico, è veloce ed indolore. In effetti, la lama taglia i peli alla radice in modo superficiale senza strappi o sostanze fastidiose per la placenta.

Per rendere la depilazione più delicata possibile, è consigliabile inumidire la pelle e insaponarla e poi passare la lama; ancora meglio, usare una schiuma per la rasatura: ne esistono di specifiche per donne, ma vanno bene anche quelle da barba, meglio se per pelli sensibili. Attenzione però ai tagli (nel caso disinfettarli subito).

Una buona alternativa è il rasoio elettrico. Anche l’epilatore elettrico può essere utilizzato come tecnica di depilazione in gravidanza con qualche riserva: è vero che riesce a tirar via anche i peli più corti ma potrebbe spezzarli e farli incarnire e, in ogni caso, non è indolore.

La crema depilatoria è invece un metodo delicato che elimina i peli agendo sulla cheratina, la sostanza che compone il fusto del pelo; li trasforma in un composto molle rendendo facile l’asportazione con una piccola spatola. Sebbene non ci siano particolari controindicazioni, è preferibile scegliere creme a base di sostanze lenitive e verificare se la pelle ha reazioni allergiche o intolleranti al prodotto.

Questo perché la crema è comunque composta da agenti chimici che potrebbero non essere ben tollerati dalla futura mamma (nella formula della crema sarà sempre presente l’acido tioglicolico, una sostanza chimica che distrugge la matrice del pelo situata all’interno del follicolo pilifero).

Ideata in Oriente, infine l’alternativa “dolce” alla ceretta a caldo per la depilazione in gravidanza: una pasta composta da zucchero e frutta che viene utilizzata a freddo, stesa sulla zona da trattare con un massaggio ha il potere di estirpare i peli senza creare disagi a vene e capillari. La durata di questa “ceretta atraumatica” varia da 4 a 6 settimane; alla fine del trattamento, la pelle viene pulita con un sapone neutro.

Un no senza repliche (a meno che il vostro ginecologo non vi dia il via libera) in tema di depilazione in gravidanza arriva invece per la ceretta a caldo: da evitare assolutamente perché potrebbe causare danni alle vene e alla circolazione in generale; nel caso dei baffetti, essendo un fenomeno infiammatorio, potrebbe persino provocare una iper-produzione di melanina (il pigmento della pelle).

Specie in gravidanza, in seguito alla stimolazione ormonale, vi è una maggiore sensibilizzazione della zona sopra il labbro: insomma lo strappo potrebbe favorire l’inestetismo noto come cloasma gravidico; sarebbe una buona abitudine, se proprio non se ne può fare a meno, estirpare i baffetti di sera sia in estate che in inverno e far passare un lasso di tempo sufficiente prima dell’esposizione ai raggi UV.

Dopo il parto è possibile ricorrere al laser o alla luce pulsata per eliminare i peli definitivamente. I due metodi usano un’energia luminosa a determinate lunghezze d’onda che esercita un’azione distruttrice sulla matrice cellulare del pelo. Bisogna valutare che, in base all’estensione della zona da trattare, al tipo di pelle e al colore del pelo, per raggiungere l’obiettivo possono essere necessarie parecchie sedute spesso molto costose.

Assolutamente da evitare i trattamenti fai-da-te: è necessario affidarsi a centri qualificati e personale medico competente perché, se usati erroneamente, i macchinari potrebbero provocare dei danni anche permanenti quali infiammazioni cutanee, macchie e ustioni.

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