Box per i bambini: pro e contro e guida alla scelta

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Fino a qualche anno fa, ce n’era uno in quasi tutte le case con bambini: pariamo del box. Per molte mamme è una manna dal cielo per riuscire a fare qualcosa in casa e avere le mani libere. Per altre invece è solo un impiccio inutile, oltre che una “gabbia” dove “rinchiudere” il proprio figlio. Dove sta la verità tra queste due posizioni? Come quasi sempre accade, la virtù sta nel mezzo: il box non è un oggetto da demonizzare, ma allo stesso tempo non deve essere utilizzato in maniera eccessiva e neanche come “parcheggio” per i propri bambini. Vediamo un po’ nel dettaglio.

La prima domanda è: da quando si può mettere un bimbo nel box? Il momento ideale è circa dai 6-8 mesi, cioè quel periodo in cui più o meno tutti i piccoli riescono a stare seduti, si muovono e cominciano ad usare le mani per prendere gli oggetti, osservarli bene e giocarci (anche se spesso solo per qualche minuto). Quando iniziano a gattonare e, ancor di più, a camminare, lo spazio del box diventa limitante. L’effetto quindi diventa contrario, con i bambini che si innervosiscono.

Il secondo quesito poi è: perché mettere nostro figlio nel box? Non sentiamoci delle madri snaturate per questa scelta: ogni tanto avere 10 minuti di tempo per sé è necessario e sano! Il box va benissimo se si deve fare qualcosa di potenzialmente pericoloso per il piccolo (ad esempio stirare), se si vuole proteggerlo dall’irruenza dei fratellini oppure da cani e gatti un po’ troppo giocherelloni, se si deve passare l’aspirapolvere oppure – molto banalmente – se si deve preparare il pranzo.

Ovviamente la buona riuscita dell'”esperimento” con il box dipende molto dal carattere del nostro bimbo: quelli più tranquilli e che amano toccare e osservare gli oggetti si sentiranno a loro agio in questo spazio, giocheranno con ciò che mettete dentro, guarderanno i loro primi libri. Quelli che amano molto muoversi, che già hanno sperimentato le prime “scorribande” magari gattonando o strisciando sul pavimento si sentiranno “costretti” nel box e probabilmente potrebbero non accettarlo mai.

E qui entra in gioco il nostro buonsenso di mamme: mai obbligare un bambino a rimanere nel box e – soprattutto – mai metterlo lì dentro arrabbiate, come se fosse una punizione per qualcosa che ha combinato. Non farete altro che aumentare la sua insicurezza e favorire un sentimento di abbandono da parte vostra. Niente di più sbagliato con creature così piccole che hanno tanto bisogno della mamma. Piuttosto, ponete vostro figlio nel box parlandogli dolcemente, con coccole e parole dolci, dandogli i suoi giochi preferiti. E non sparite completamente dalla sua vista: restate nei paraggi, anche per una questione di sicurezza.

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Il box non deve essere usato troppo a lungo: l’utilizzo deve essere moderato e limitato a un po’ di tempo al giorno, tempo che dipende da come il bambino reagisce a questa novità. Esistono però almeno un paio di aspetti negativi per quanto riguarda l’uso del box. Prima di tutto, questo sistema impedisce al piccolo di allenarsi a gattonare perché lo spazio è ridotto, e limita le sue “esplorazioni” in casa, fondamentali per il suo sviluppo psico-motorio. Inoltre, aggrappandosi ai bordi o alle maniglie che sono presenti in quasi tutti i modelli, potrebbe tentare di alzarsi in piedi. Se questo è prematuro a 6 mesi, può invece diventare utile un po’ più in là, quando ci si avvicina ai primi passi. E infine spesso c’è un problema di spazio, soprattutto se abbiamo case piccole.

Come scegliere quindi il box per nostro figlio? La prima cosa da valutare è la stabilità del prodotto, che deve rispettare precisi standard di sicurezza: i piedini devono essere antiscivolo e antiribaltamento. Attenzione al materiale con cui sono fatti i box, che deve essere assolutamente atossico: i box hanno il bordo imbottito e alcuni modelli vengono sottoposti ad un “test del morso” per evitare che, poggiando la bocca o mordendo, i piccoli possano staccare dei pezzettini del rivestimento, un pericolo enorme (QUI ne trovate un esempio).

Per una sicurezza ancora maggiore si può optare per un box di legno. Il problema in questo caso può essere lo spazio perché sono un po’ più grandi e non sempre richiudibili, a differenza di quelli classici che si possono riporre facilmente.

Tra le altre caratteristiche che deve avere un box:

  • tessuto lavabile;
  • fondo morbido per attutire eventuali cadute;
  • rete fitta per evitare che mani, dita e piedi restino incastrati.

Alcuni modelli sono dotati di vari “optional“. Certi ad esempio sono fatti in modo che la catenella portaciuccio non resti impigliata nella rete. Altri hanno dei giochini appesi sopra oppure il fondo che si toglie per metterlo a terra come palestrina. Altri ancora hanno una cerniera per aprire un varco per far entrare e uscire da solo il bambino, ma chiaramente è una cosa adatta ai più grandicelli (date comunque un’occhiata QUI).

I prezzi del box sono molto variabili a seconda di ciò che si sceglie. Un consiglio per risparmiare? Acquistate un lettino da campeggio: con un’unica spesa avete due prodotti da usare secondo ciò che vi occorre.

Se decidete di comprare un box, aggiungetelo alla vostra lista nascita (fatela QUI se ancora non l’avete). Potrete partecipare al nostro concorso iMamma Gift Cards. Affrettatevi!

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