Bonus asilo nido in Gazzetta ufficiale: presto i mille euro

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Il Bonus asilo nido approda sulla Gazzetta ufficiale. Il 18 aprile scorso è stato infatti pubblicato il decreto dello scorso febbraio che dà di fatto il via il sostegno economico a favore di tutte le famiglie italiane che iscrivono un bimbo al nido, a prescindere dal reddito. Mille euro per tutti i nati o adottati dal 1° gennaio 2016 e fino al compimento del terzo anno d’età.

Entro 30 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, l’Inps renderà note sul suo sito (www.inps.it) le procedure per accedere al beneficio.

Il Bonus asilo nido è destinato ai genitori di bimbi da 0 a 3 anni che iscrivono i piccoli al nido, in strutture pubblicheprivate o parificate. La somma verrà erogata non in un’unica soluzione, ma in 11 piccole “rate” mensili di circa 90 euro e non ci sono distinzioni di reddito. Non è stato infatti previsto un tetto dell’indice Isee.

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La Commissione Bilancio della Camera ha stabilito che il contributo potrà essere dato anche alle famiglie dove ci sono bambini con malattie croniche che, proprio a causa delle loro condizioni di salute, non possono frequentare il nido. In questo caso, la somma potrà essere utilizzata per finanziare forme di supporto a casa.

Il Bonus asilo nido non va confuso con altre forme di sostegno della famiglia previste dalla Legge di Stabilità, come il Bonus mamme domani (di cui abbiamo già parlato QUI e che si aspetta ancora con ansia: pare che l‘Inps dovrebbe essere pronta da maggio. Staremo a vedere) o i voucher per asilo e baby sitter. Cosa sono questi ultimi? Sono sempre delle misure economiche, ma sono destinate alle mamme che decidono di rinunciare al congedo familiare. Si tratta di un assegno di 600 euro al mese (per un massimo di 6 mesi) per pagare una baby sitter o la retta del nido.

Il Bonus asilo nido e i voucher non sono alternativi: possono essere richiesti entrambi. Tenete presente però che con l’abolizione dei voucher a livello nazionale, dal prossimo anno non saranno più validi e saranno sostituiti da forme diverse. Per il 2017 però non cambierà nulla e resteranno in vigore.

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