Quando allattare e perché allattare al seno…

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a cura di Ilaria Raimondi

L’allattamento al seno è bene che inizi il più presto possibile, entro le prime 6 ore dalla nascita. Il bambino dovrebbe essere attaccato al seno già in sala parto: dopo averlo asciugato dovrebbe essere posto sul petto della madre, così da creare il primo contatto tra i due.

Il neonato deve essere lasciato libero di succhiare per il tempo desiderato.

Nelle prime giornate dopo il parto, le mammelle producono il colostro, un liquido di color giallastro. Questo è un alimento molto importante perché ha un alto valore nutritivo e perché è ricco di sostanze che lo difendono da infezioni.

È molto digeribile e svolge la funzione di un lassativo naturale, facilitando l’eliminazione del meconio.

Il latte è il nutrimento per eccellenza del bambino: il ministero della Salute, l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef suggeriscono di allattare fino al primo anno di vita, il rapporto dovrebbe essere 80% latte e 20% alimentazione complementare al latte materno. Col passare del tempo, quest’ultimo non si impoverisce di sostanze nutritive, ma si arricchisce di sostanze come caseina, lattoferrina e proteine. É sempre pronto, ha una temperatura ideale, non va a male ed è l’alimento più gradito al piccolo.

L’allattamento ha anche la funzione di protezione nei confronti della donna. Riduce il rischio di malattie come tumore al seno, osteoporosi, cancro alle ovaie, e favorisce un migliore recupero fisico dopo il parto.

Anche se avete poco latte non rinunciate all’allattamento al seno perché è un gesto d’amore che cementifica il rapporto madre-figlio rendendolo unico, un dono d’amore e nutrimento

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